Nell’ambito relativo alla tutela di salute e sicurezza degli ambienti di lavoro e dei lavorati stessi, il D.L. 81/08 prevede una precisa normativa per ciò che riguarda il piano di emergenza e di evacuazione. Tale documento, che per alcune aziende è obbligatorio stilare, racchiude una serie di indicazioni precise per evitare i potenziali rischi di emergenza e, nel caso si verificassero pericoli, di attuare operazioni per limitare i danni. Per pericolo si intendono gli incendi, i terremoti, il rilascio di sostanze tossiche e in generale quelle situazioni in cui è necessaria l’evacuazione o il pronto intervento, al fine di gestire al meglio l’emergenza stessa.

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Chi è obbligato a redigerlo? Cosa deve includere?

In base alla normativa vigente è obbligatorio redigere tale documento per tutte le aziende produttive, sia pubbliche che private con più di 10 dipendenti, comprese quelle che sono soggette al controllo da parte dei Vigili del Fuoco (in questo caso indipendentemente dal numero di dipendenti). A realizzare il piano di emergenza ed evacuazione deve essere il Datore di lavoro, in collaborazione con il responsabile RSPP e a quelli tra i lavoratori che sono stati designati come addetti alle emergenze. Questo documento, data la sua importanza, viene redatto dopo un’attenta valutazione dell’attività svolta dall’azienda (che di per sè può già essere pericolosa), del personale presente, di quello esterno e dei relativi turni di lavoro.

Nel piano di emergenza devono essere indicati:

  • Gli eventuali e possibili scenari di emergenza che possono coinvolgere, dall’interno o dall’esterno, l’edifico e/o il personale
  • Le planimetrie di evacuazione, ossia i percorsi e relative indicazioni per abbandonare l’edificio in caso di pericolo
  • Come è strutturato l’edificio
  • Come comportarsi in caso di emergenza per aiutare i diversamente abili
  • I compiti precisi, assegnati al personale attivo in azienda, da svolgere in caso di emergenza

Il documento completo deve essere condivisio con il personale dipendente e con quello esterno che in qualche modo entra in contatto con .

Quali sono i punti cardine del Piano?

Per ciò che riguarda i possibili scenari di emergenza, tra quelli più comuni ci sono sicuramente gli incendi. Essi possono essere causati dalla presenza sul luogo di lavoro di sostanze infiammabili o combustibili, materiale di accumulo come carta o legno o impianti elettrici difettosi. Altre cause da valutare sono i possibili terremoti, frane o inondazioni nelle zone considerate più  a rischio e quelle inerenti alla salute dei lavori, che nel caso di malessere o infortunio richiedono l’attuazione di misure di primo soccurso. É necessario includere nel Piano di emergenza ed evacuazione anche una schematica descrizione dell’edificio, con particolare attenzione alla destinazione di ogni locale, alle vie di uscita e di ingresso, ai dati relativi alle zone di accesso per i mezzi di soccorso (che devono soddisfare precisi requisiti), ai punti di raccolta e ai percorsi d’esodo in caso di evacuazione. Altro punto cardine è quello rappresentato dallo schema redatto per l’organizzazione dell’emergenza e di tutti i passaggi che vanno fatti per la comunicazione e attivazione del Piano stesso, nonchè di tutte le figure designate con un ruolo ben preciso in questi casi.